La storia di Ernesta

Ernesta e i suoi primi 50 in questa famiglia

La sua mamma è morta dandola alla luce, il suo papà non poteva occuparsi di lei. Era completamente non vedente, sentiva pochissimo, non sapeva parlare, aveva gravi turbe della personalità e un notevole ritardo mentale. A nove anni Ernestina aveva trascorso quasi tutta la sua breve vita chiusa in un manicomio dove la trovò un’assistente sociale delle Lega del Filo d’Oro che la portò ad Osimo, convinta che qualcosa si sarebbe potuto fare. E così è stato.

I primi contatti con quella che sarebbe diventata la “sua famiglia” furono molto difficili perché la bambina era ansiosa, aveva paura di tutto e di tutti; non sapeva lavarsi, né vestirsi; non sapeva parlare e aveva pericolosi scatti d’ira.

Così iniziò l’intenso lavoro di educazione e riabilitazione; si cominciò pian piano ad insegnarle a curare la sua persona, a riconoscere al tatto le forme e i diversi materiali, a interagire con la comunicazione oggettuale (cioè l’utilizzo di oggetti che indicano determinate azioni). Ernestina imparava, lentamente, ma con regolarità fino ad apprendere l’utilizzo dell’orologio tattile e il calendario della settimana.

Seguire oggi Ernestina nella sua vita di tutti i giorni significa comprendere come davvero i sogni si possono realizzare. Al mattino quando si alza sa lavarsi, vestirsi, rifarsi il letto e rimettere in ordine il suo guardaroba in assoluta autonomia. Aiuta in lavanderia e svolge attività di laboratorio. Oggi Ernestina ha 50 anni appena compiuti e la Lega del Filo d’Oro li ha voluti festeggiare insieme a tutti i suoi amici, operatori, volontari e utenti, che sono per lei  fratelli e sorelle. Ha ricevuto tanti regali, tra cui i pasticcini al caffè e la lattina di thè che le piacciono tanto.

Ernestina ti vogliamo tanto bene. Auguri di buon compleanno da tutta l’Associazione!