La storia di Filippo

Grazie alla Lega del Filo d’Oro, Filippo inizia a scoprire il mondo che lo circonda.

Filippo ha quasi 8 anni e una storia già difficile. Vive a Marino (Roma) con la mamma Barbara, il papà Gianluigi e i fratelli Matteo e Flavio. Quando ha solo un mese di vita, i genitori si rendono conto che qualcosa non va e iniziano a fare il giro degli ospedali alla ricerca di risposte, finché gli viene diagnosticata la sindrome di Charge, patologia riconosciuta come una delle maggiori cause di sordocecità.

Alla ricerca continua di soluzioni e di aiuto per il loro piccolino, si sono persino trasferiti per un anno in un’altra città, finché hanno scoperto la Lega del Filo d’Oro e, grazie alla loro determinazione, sono arrivati ad Osimo. Qui, al Centro Diagnostico Filippo viene sottoposto al suo primo trattamento a termine e finalmente può tornare a casa, vicino a Roma, dove vive da sempre.

Grazie a questo intervento e al contatto costante con la Lega del Filo d’Oro, Filippo inizia a scoprire il mondo che lo circonda e conduce una vita serena. Migliora ogni giorno guadagnando autonomia e il suo sguardo, un tempo assente, oggi è vivace e partecipe di ciò che gli accade intorno. Filippo, ha imparato a comunicare con la lingua dei segni (LIS) e questo gli permette finalmente di esprimere i suoi sentimenti e le sue emozioni! Ad esempio, per dire mamma chiude il suo piccolo pugno e lo passa dolcemente sulla guancia della persona con cui parla: se è la madre, per lui è un gesto d’affetto nei suoi confronti, mentre se è un fratello, è un modo per comunicare che vuole la sua mamma.

Filippo è anche stato inserito nella scuola materna con successo. E’ vivace, furbo e sa come ottenere quello che vuole.  “Quando siamo arrivati alla Lega del Filo d’Oro -  ci racconta Barbara, la mamma - la nostra vita è cambiata. Abbiamo subito percepito un grande rispetto per la nostra famiglia e per Filippo che, sottoposto all’attenzione degli operatori, è stato trattato prima di tutto come un bambino, non come una persona disabile. Alla “Lega” tutto è cambiato. Non si concentravano più sui limiti, ma sul potenziale di Filippo e noi abbiamo capito che il nostro bambino non è perso e senza opportunità. Al contrario! Grazie alla professionalità e all’umanità di chi si occupa di lui, ci siamo sentiti rassicurati e ci siamo avviati su questa nuova strada di speranza. Patrizia, direttore del Centro Diagnostico, mi ha detto che “tutti i bambini devono essere aiutati a crescere. I bambini come Filippo sono molto speciali e hanno solo bisogno di essere aiutati di più!”.
 

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