La storia di Lisa

Il viso di Lisa si illumina in un sorriso mentre le sue dita corrono attente sulle pagine di un quadernone dove sono incisi dei segni in braille. Impara a distinguere con attenzione quei puntini - che lei chiama "stradine" - in rilievo sulla carta, che oggi le consentono di comunicare, leggere, studiare in autonomia. E di poter scrivere gli auguri di Natale.

La storia di Lisa è piena di complicazioni: a undici giorni ha avuto una perforazione del colon. Poi un’infezione al sangue. Poi la retinopatia del prematuro: «a tre mesi io e lei siamo stati per un mese a Milano, per tentare di riattaccare la retina», ricorda la mamma Sandra.

È così che inizia la scoperta dei problemi sensoriali di Lisa: «Lisa non distingue nulla, nemmeno la luce o le ombre. Siamo andati fino a Detroit, niente da fare. Quando lei aveva un anno hanno riscontrato anche una sordità medio grave, ma grazie ad una bravissima logopedista, Lisa ha imparato a parlare».

Sandra è contenta delle tante esperienze fatte con Lisa. «Quando siamo arrivati alla Lega del Filo d’Oro, però, abbiamo capito subito che questo è il top», dice, «da nessuna altra parte fanno così tante ore di terapia, ogni giorno, come qui. Né ci sono così tanti specialisti che ti visitano. E soprattutto questa è l’unica struttura che accoglie tutta la famiglia».

Sorprese, con Lisa, ce ne sono tutti i giorni. «È vero, noi le chiediamo sempre di più, perché sappiamo che ha le possibilità. Ogni volta lei dice "no", e poi si mette d’impegno», racconta la mamma. L’insegnante intanto tira fuori una dattilobraille: «Lisa, proviamo a schiacciare i tasti con la dattilobraille?». «No!», fa lei, buttando indietro i riccioli biondi. Poi si siede al tavolo e comincia a picchiettare. Un ditino a sinistra, due ditini a sinistra, tre ditini a sinistra. E via, si ricomincia. «Vedrai che diventerà la sua attività preferita!», scommette Sandra. E sorride.

Sandra aveva ragione. Oggi infatti Lisa è riuscita a partecipare, e a vincere, un concorso di braille nella categoria riservata ai bambini di II e III elementare. Abbiamo fatto molto, ma la strada è ancora lunga.

Insieme si può andare lontano.

 

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