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La
comunicazione non verbale |
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| Comunicazione Comportamentale |
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Ogni
bambino, fin dall'infanzia, cerca di
mandare messaggi e di farsi capire da
chi gli sta intorno attraverso
movimenti del corpo, gesti spontanei
ed espressioni del viso. Questo
tipo di forma comunicativa viene spesso
definita "comportamentale".
Si tratta di
una forma molto personale: viene per
lo più compresa solo da poche persone
che conoscono bene il bambino e quello
che vuole significare con il proprio
comportamento. Inoltre, può essere
utilizzata per comunicare un numero
ristretto di bisogni e pertanto viene
solitamente utilizzata come punto
di partenza per l'apprendimento successivo
di altri sistemi di comunicazione.
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| Comunicazione Oggettuale |
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Le persone con
seri problemi di vista e difficoltà
di apprendimento possono utilizzare
un sistema di comunicazione non verbale
legato alle loro abilità tattili e basato
pertanto sulla rappresentazione di
azioni o di situazioni attraverso gli
oggetti.
Questi oggetti devono essere riconoscibili
e significativi, trasparenti, cioè mantenere
una buona somiglianza tattile con l'oggetto/
situazione originale. Ad esempio, un
piccolo piatto ed un piccolo bicchiere
possono essere utilizzati per insegnare
al bambino ad esprimere il bisogno di
mangiare o di bere.
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| Comunicazione Pittografica |
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Chi ha un residuo
visivo può cercare di apprendere un
sistema di comunicazione basato sul
riconoscimento di immagini, chiamato
appunto "pittografico".
Lo scambio dei messaggi avviene utilizzando
diversi cartellini disegnati che rappresentano
oggetti, azioni o situazioni rilevanti.
Ad esempio vi sono disegni che raffigurano
o simboleggiano giocattoli o capi di
vestiario, l'attività di mangiare o
lavarsi le mani; luoghi come il parco
giochi o il negozio.
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| Malossi |
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Con il metodo
Malossi i sordociechi possono comunicare
tra di loro e con gli altri attraverso
la mano, toccando (le lettere
in nero) e pizzicando (le lettere
in azzurro) leggermente le varie
parti di essa che corrispondono ad una
precisa lettera dell'alfabeto. Così,
la mano di chi riceve il messaggio è
considerata come una specie di macchina
da scrivere.
Colpisce vedere la velocità con cui
due persone sordocieche possono comunicare
tra loro con il Malossi. Questo metodo
è utilizzato generalmente dalle persone
che hanno appreso la lettura e la scrittura
prima di diventare sordocieche. Inoltre,
si presta bene anche alla comunicazione
con le persone che vedono e sentono
normalmente che, anche se non lo conoscono
in dettaglio, lo possono praticare facilmente
utilizzando un guanto che riporta le
lettere dell'alfabeto.
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| Comunicazione Gestuale |
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Esistono diversi
sistemi di comunicazione di tipo gestuale,
che utilizzano gesti per esprimere
parole o concetti. Alcuni sono sistemi
semplici, fatti di gesti "personali",
in genere compiuti spontaneamente. Alcune
persone, pur con difficoltà gravi di
comunicazione e di apprendimento, possono
comunque riuscire a formulare "frasi"
più strutturate utilizzando questi segnali
gestuali.
Altri sono invece sono sistemi codificati
di gesti, ossia linguaggi strutturati
convenzionalmente, con una propria grammatica
e sintassi. Il principale tra questi
è la Lingua Italiana dei Segni (LIS).
Il linguaggio dei segni
LIS è una lingua a tutti gli effetti,
un sistema di comunicazione non verbale
che utilizza il canale visivo: per questo
motivo è principalmente usata dalle
persone sorde e con buoni residui visivi.
Essa permette di esprimere parole, azioni,
concetti mediante precisi segni dati
dai movimenti delle mani, delle dita
e dall'espressione del viso. Inoltre,
per quanto riguarda i contenuti, essa
può rappresentare illimitati significati,
emozioni, sentimenti attraverso la mimica
facciale e la modulazione dei segni,
nelle loro inflessioni e sfumature.
Il linguaggio dei segni LIS è pertanto
una vera e propria lingua con un proprio
sistema di regole complesse, strutture
grammaticali e sintattiche.
Le persone nate sorde, che già conoscono
il linguaggio dei segni LIS e che successivamente
divengono anche cieche, non hanno più
la possibilità di sfruttare il canale
visivo per interpretare i segni del
proprio interlocutore. Si è quindi dovuto
riadattare la LIS alle loro necessità,
integrandola con il tatto: nasce così
la LIS tattile. In questo modo
la Lingua Italiana dei Segni può essere
utilizzata anche dalle persone sordocieche:
chi "ascolta" tocca con le proprie mani
le mani di chi "parla", percependo così
il segno comunicato, che diventa veicolo
anche delle espressioni facciali che
non possono più essere viste.
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| Tadoma |
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Il metodo di
comunicazione Tadoma è costituito dal
riconoscimento dei suoni vocali appoggiando
il pollice sulle labbra ed il palmo
della mano sulle guance di chi parla.
Infatti la posizione della bocca e delle
labbra cambia ed è caratteristica per
ogni suono che emettiamo: sono proprio
queste diverse posizioni che si possono
imparare a distinguere al tatto. Questo
metodo è utilizzato prevalentemente
per insegnare ai bambini a riconoscere
il movimento delle labbra e quindi per
imparare a parlare.
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| Dattilologia |
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Questo sistema
è composto da una serie di movimenti
effettuati dalle dita delle mani: la
caratteristica principale di tale metodo
è la possibilità di esprimere ciascuna
lettera dell'alfabeto utilizzando esclusivamente
i movimenti e le posizioni delle dita
della mano.
La dattilologia viene normalmente usata
in concomitanza con altri sistemi (visivi
o tattili), come ad esempio la Lingua
dei Segni.
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| Stampatello sulla mano |
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Per chi non
conosce nessuno dei sistemi di comunicazione
non verbale che abbiamo presentato finora
e si trova ad interagire con una persona
sordocieca, il metodo più semplice ed
immediato è quello della "scrittura"
in stampatello sulla mano: scrivendo
cioè con il proprio dito ogni lettera
della parola che dobbiamo dire sul palmo
della mano della persona sordocieca.
Un altro possibile utilizzo può essere
fatto da persone che, diventate sordocieche
ad esempio a causa di un incidente o
dell'età, possono da subito comunicare
con questo metodo, prima di apprendere
successivamente sistemi più complessi
e funzionali.
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| Braille |
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L' alfabeto
Braille è un metodo di lettura
e scrittura utilizzato dalle persone
non vedenti, costituito da punti in
rilievo corrispondenti alle lettere
dell'alfabeto.
I segni grafici dell'alfabeto Braille
sono costituiti ciascuno da sei punti
disposti tre sulla destra e tre sulla
sinistra di una casella rettangolare.
La differenza tra i caratteri è data
dalla diversa disposizione e combinazione
dei punti stessi che costituiscono le
singole lettere.
La lettura Braille viene effettuata
di solito dall'indice della mano destra,
seguito da quello della mano sinistra
che ha principalmente compiti orientativi
nella individuazione delle righe. Le
dita che leggono devono essere tenute
in posizione morbida e procedere sfiorando
le lettere in rilievo, senza premere
su di esse, per coglierne più chiaramente
la composizione. L' alfabeto
Braille è forse il più
famoso sistema di comunicazione per
non vedenti.
Font da scaricare: Braille
Kiama - per Windows (35Kb)
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