Ann e Rekha: un legame che fa il giro del mondo

Ann arriva come volontaria a Calcutta nell’agosto di 18 anni fa, all’orfanotrofio Casa di Madre Teresa di Calcutta. Le viene affidato il compito di dar da mangiare ad una bambina di 3 anni, Rekha.

Rekha è nata con anoftalmia (non ha gli occhi), è affetta da autismo e da un grave ritardo mentale. Non vede, non sente e non parla. Di lei Ann sa solo questo, nessuno le sa dire qualcosa in più del passato di Rekha, della sua nascita, dei suoi “problemi”.

Giunto il momento di tornarsene a casa Ann decide di continuare ad occuparsi di Rekha anche con molti chilometri a separarle. Si interessa a lei, chiede sue notizie e nel 2000 torna a Calcutta decisa ad adottarla: “Tutto è stato in salita. Col passare degli anni Rekha era cambiata in peggio: era diventata violenta e giaceva abbandonata a letto. Inoltre anche l’adozione non è stata semplice, mi chiedevano il certificato di nascita, pur sapendo che in India quasi non esiste per i poveri.”

Aiuta Rekha

Dopo un “lungo giro del mondo” come lo definisce lei, si stabiliscono in Italia. Trovano casa a Milano e Ann cerca di dare a Rekha tutto ciò di cui ha bisogno. E’ una mamma single, la famiglia è composta solo da lei e Rekha, ma trova nella bontà delle persone che la circondano tutto ciò che le serve per andare avanti.

Ann ci racconta un episodio che ha dell’incredibile: «Un paio di anni dopo aver portato Rekha a Milano, eravamo nella Basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano per la Messa all’uscita dalla chiesa, sentii una signora che si era avvicinata a noi: «Mi scusi, signora, ma posso chiedere, da dove viene questa bambina», risposi «da Calcutta». La signora mi chiese, «Ma dove a Calcutta?», risposi «la casa di Shishu Bhavan», disse quindi la signora «Lo sapevo! Io questa bambina la conosco, ho lavorato lì a Shishu Bhavan qualche anno fa e l'ho conosciuta, si chiama Rekha, no?» Chi poteva mai immaginare che, ad una distanza di migliaia di chilometri, avessi trovato una persona che aveva già conosciuto mia figlia. Che benedizione!»

Ann considera una benedizione anche l’incontro con Lega del Filo d’Oro che, ci dice, «ha insegnato a mia figlia a parlare».

Rekha arriva ad Osimo nel 2005 per una settimana e poi di nuovo nel 2009 per un mese. E spinta dalla forza travolgente della mamma convinta che la figlia fosse in grado di capire esattamente quello che le veniva detto, ma non avesse mezzi adeguati per rispondere, Rekha ha imparato a parlare.

“Alla Lega del Filo d’Oro hanno iniziato per gioco, a darle razioni di cibo, acqua e latte diverse ogni giorno in modo che Rekha dovesse dire “Basta” o “Ancora””, dice Ann “era l’unico modo per persuadere Rekha a esprimersi. Per averne ancora doveva chiedere. Ha iniziato con le mani. Le mani poi hanno accompagnato le prime parole”.

Aiuta Rekha

Tornate a casa Ann sente per la prima volta la figlia pronunciare alcune parole ed è un’emozione immensa.
Oggi Rekha ha 21 anni, va a scuola e ha imparato già più di 100 vocaboli e ne sta assimilando di nuovi, alcuni anche in inglese.

Finalmente, il “grazie” per l’amore incondizionato della sua coraggiosa mamma Ann e di tutte le persone intorno a lei può essere “pronunciato” con forza.