Francesco: la lunga strada verso il sorriso

È il 17 novembre del 2014 e un bambino sta per nascere prima del tempo, si chiama Francesco e questa è la sua storia.

Pesa solo 7 etti, sembra davvero troppo piccolo per affrontare il mondo. Ma quando viene aggredito da una sepsi che vuole portarlo via, lui resiste. È solo la prima delle sue battaglie.

Pochi giorni dopo, è il compleanno della sua mamma. In regalo non riceve buone notizie ma una diagnosi: il suo bambino è nato con una grave lesione cerebrale - Leucomalacia pereventricolare cistica. Non imparerà a camminare e a parlare, ha gravi problemi di udito e probabilmente non potrà vederla e comunicare con lei.

I primi anni di Francesco sono molto difficili. Terapie intensive, esami infiniti, crisi epilettiche, cure pesanti col cortisone. Il suo mondo coincide con l’ospedale. Con mamma e papà sempre al suo fianco, Francesco supera tante prove faticose, ma nel suo cuore rimane tanta paura e reagisce con terrore se lasciato solo anche per un minuto.

I piccoli pugni sempre serrati, piange e non c’è modo di consolarlo, giorno e notte. Non ce la fa più, e anche i genitori sono stremati e soli. C’è bisogno di un aiuto e in fretta.

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Nel 2017, Francesco arriva alla Lega del Filo d’Oro e scopre una cosa bellissima: qualcuno può aiutarlo. È circondato da amici speciali– specialisti e professionisti senza camice bianco, ma con tanta esperienza e delicatezza. Lui lo sente e piano piano inizia a fidarsi del mondo. Non ha mai pianto con la sua operatrice.

Davanti a lui, si apre un percorso di riabilitazione lungo e faticoso: i suoi ostacoli sono grandi, ma ha tante piccole speranze a cui aggrapparsi e una nuova grande squadra al suo fianco – non solo a Osimo, ma anche a casa, a Roma, dove la Sede Territoriale della Lega del Filo d’Oro sta facendo l’impossibile per la sua introduzione a scuola.

“Questa Associazione è quello di cui le famiglie come la mia hanno più bisogno” dice la mamma Elisabetta “una compagna di viaggio per la vita.”

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Oggi, Francesco ha concluso da poco il suo secondo trattamento al Centro Nazionale e tutti sono felici di lui: gli educatori, la fisioterapista che lo aiuta a rafforzare la schiena, la logopedista che gli insegna a mangiare dal cucchiaino. Usando la sua vista centrale si incanta a guardare gli oggetti colorati che gli mostrano gli operatori. Sente da un orecchio, le protesi acustiche lo aiutano e riesce a trovare la mamma seguendo la sua voce, ma anche i sonagli che nel Centro usano per stimolare il suo residuo uditivo.

Le sue manine sono al centro dell’attenzione degli educatori, che raccomandano alla mamma e al papà di non tralasciarle mai nei loro “giochi riabilitativi” perché le mantenga aperte: per i bambini come lui, l’uso delle mani è fondamentale per avere la speranza di comunicare attivamente, un giorno.

 “Io credo tantissimo in lui.” dice la sua mamma“Vedo che vuole crescere, giocare, esprimersi, e so che qui nessuno metterà più un limite a quello che Francesco vuole - e può - fare. Bisogna solo trovare il suo modo.”.

Con il coraggio dei suoi genitori e l’aiuto della Lega del Filo d’Oro, oggi Francesco può sognare un futuro pieno di sorrisi.

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