Giorgia, un sorriso grande come il mondo

Esiste un giorno, un giorno in cui il cuore si riempie di tristezza, un giorno che nessuna mamma e nessun papà vorrebbe vivere mai. E' il giorno in cui gli occhi pieni d'amore di due genitori si fermano su un movimento, un dettaglio, un qualcosa che non è come dovrebbe essere. Nella storia di Giorgia è andata così: mamma e papà si sono accorti che qualcosa non andava bene, prima alla vista, poi nella crescita, poi all'udito, infine nei movimenti. Ma gli stessi mamma e papà hanno deciso da subito di non arrendersi, di iniziare un lungo e disperato percorso alla ricerca di risposte, di supporto, di aiuto. A ogni costo.

Come un brivido di solitudine che ci scorreva dentro...

La diagnosi di coloboma irideo all'occhio destro; un intervento al cuore a soli quattro mesi e mezzo; difficoltà nella crescita e gravi problemi nei movimenti: i primi anni di Giorgia, quelli in cui l'unico dovere di un bambino è giocare, ridere e scoprire il mondo, sono gli anni più difficili e dolorosi. Le visite e gli esami sembrano non finire mai e i miglioramenti semplicemente non ci sono.
Di quel periodo, papà Donato ricorda "Abbiamo avuto come un brivido di solitudine che ci scorreva dentro. Ci siamo sentiti abbandonati, soprattutto perché per noi era la prima figlia".
Le diagnosi, infatti, si susseguono senza arrivare mai a una soluzione. E i dottori si dimostrano superficiali, impreparati e soprattutto insensibili al dolore della famiglia. Ma una mamma e un papà hanno un solo obiettivo: proteggere il proprio figlio. E per questo i genitori di Giorgia, con grande coraggio e forza d'animo, non si arrendono. No, Giorgia merita di sorridere.

Aiuta Giorgia

Il sole torna a risplendere

E' l'ipotesi del pediatra a cambiare il corso degli eventi. Si comincia a parlare di una sindrome rara. Mamma Sandra e Papà Donato iniziano a documentarsi e uno dei primi risultati della ricerca è la Lega del Filo d'Oro. Tuttavia servirà ancora tempo perché la famiglia e l'Associazione s'incontrino. E nel frattempo, Giorgia non migliora.
Infine, all'età di due anni, Giorgia arriva a Osimo. In quel luogo di amore e speranza che papà Donato ha definito "uno spazio che ti segna e che ti insegna, lasciadoti dentro delle storie importanti".
"E' la Lega del Filo d'Oro" -
ci racconta ancora il papà di Giorgia - "che ci ha fatto vedere il bicchiere mezzo pieno sulla nostra situazione. Abbiamo incontrato tanti genitori che a nostra sorpresa non sono tristi, anzi, sono persone molto forti e magari con figli con disabilità gravissime. Questo perché alla Lega del Filo d'Oro ci sono solo storie positive: i genitori non sono rassegnati, ma sereni, felici di accompagnare i figli nell'intraprendere questo percorso."
E infatti, dopo le tre settimane di cura intensiva, il sole torna a risplendere su questa coraggiosa famiglia: Giorgia ha un netto miglioramento nel camminare, ed è solo l'inizio. Il percorso nel centro dura due anni, mentre quello a casa è tuttora in corso. Perché la "Lega" continua a essere al fianco dei genitori, con terapie, esercizi e nuove attività per stimolare Giorgia ad aprirsi al mondo, come quella di iscriversi a scuola.

Aiuta Giorgia

Quando i no diventano sì

Ora Giorgia è una bellissima bambina di sette anni che si veste, si lava e mangia da sola. Non vuole essere aiutata perché, grazie all'aiuto e all'amore degli operatori della Lega del Filo d'Oro, ha imparato che può superare la propria disabilità. Ora, grazie ad una protesi acustica a trasmissione ossea, sente e parla bene; comunica con i suoi genitori e con il resto del mondo. Le difficoltà non sono sparite, ma Giorgia è forte, come lo sono mamma Sandra e papà Donato. E i loro sorrisi sono la cosa più bella del mondo.

Tags: