Io sono Saverio e vi stupirò tutti

Quando Saverio urlava, quando era agitato e piangeva, mamma Vitamaria non sapeva cosa fare. Spaesata e affranta, si scopriva fragile, ricattata da quelle reazioni che non capiva. “Sì, anche un figlio tanto amato può diventare un problema”, confessa oggi Vitamaria. “Capisco le mamme che vanno in crisi davanti a una difficoltà fisica o a una malattia, perché noi genitori vorremmo sempre che il nostro bambino fosse perfetto. Quando questo non succede e ci si scopre vulnerabili, ci vuole il coraggio di chiedere aiuto".

I primi sospetti

Un aiuto che a questa insegnante 35enne di Gravina in Puglia ha trovato alla Lega del Filo d’Oro per suo figlio Saverio, che ha solo 4 anni ma già una storia da raccontare alle spalle. Nato al termine di una gravidanza serena, godeva di ottima salute. “Durante il primo anno di vita cresceva bene, mangiava e dormiva… i primi sospetti che qualcosa potesse non essere nella norma li abbiamo avuti a 14 mesi, quando ci siamo accorti che non riusciva a reggersi bene in piedi”.
Una visita neuropsichiatrica e ulteriori accertamenti mettono dunque in rilievo un ritardo motorio di cui però si ignora la causa ed emerge anche un deficit uditivo parziale “Sono andata in crisi, e ho iniziato a girare per specialisti e ospedali, ma soprattutto vedendo mio figlio come un problema”, confessa Vitamaria con grande sincerità.

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Un aiuto per tutti

Finalmente una fisioterapista, riesce in poco tempo a farlo camminare, e con un’operazione gli viene installato un impianto cocleare che porta anche oggi.
La situazione sembra volgere tutto sommato al sereno, ma non per Vitamaria. “Non ero tranquilla, sognavo per mio figlio un’assistenza a 360 gradi, così quando sentii parlare della Lega del Filo d’Oro la contattai subito, piena di speranza”. Una speranza che non va delusa: gli operatori capiscono che grazie a un trattamento intensivo si può fare tanto per lui. Così, a fine 2014 rimane a Osimo per tre settimane.
Lui è rinato, e sono rinata anch’io. La “Lega” non si limita ai problemi dell’utente, ma allarga il suo operato fino ad abbracciare tutta la famiglia. Gli operatori della “Lega” hanno subito sottolineato tutte le potenzialità di mio figlio, che sono tante, e mi hanno guidato a vedere prima queste dei problemi, che pure c’erano e ci sono, anche se fortunatamente stanno migliorando” continua Vitamaria.
“Mi hanno insegnato come relazionarmi con lui, come comunicare, e in pochissimo tempo ho scoperto un altro Saverio. Anch’io, che ero la mamma, ho dovuto ammettere che non lo conoscevo”.

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Piena di entusiasmo

Oggi il bambino è uscito dal suo mondo, si relaziona con la famiglia e gli amici, frequenta la scuola materna, usa la lingua dei segni e si fa capire anche con qualche suono. Sta migliorando notevolmente il proprio livello di autonomia, e dopo un secondo periodo di riabilitazione a Osimo, questo autunno, è ulteriormente migliorato.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza aver incontrato la “Lega”. Ora lo vedo sorridere e giocare. È pieno di entusiasmo, e adesso lo sono anch’io”.