La storia di Gabriele

Stefano, Gabriele, Marina, Carlo. Sono loro i primi abitanti della nuova casa della Lega del Filo d’Oro, a Modena. Il centro residenziale ha aperto il 7 gennaio 2013 e nel giro di poche settimane gli ospiti accolti saranno sei.

Particolarmente emozionante è stato l’ingresso di Gabriele, lui oggi ha 24 anni, anche se - dice la mamma Anna Fausta - "ha ancora «il musetto di un ragazzino»".

Se questa struttura è nata, un po’ è pure merito suo. Fu suo papà Callisto, infatti, nella seconda metà degli anni ’90, il primo a sognare una struttura per i ragazzi come suo figlio, ma in Emilia Romagna, vicino a casa. Gabriele stava a Osimo, era solo un bambino, ma i suoi genitori già avevano in testa il «dopo di noi». Papà Callisto è scomparso nel 1999, ed è la mamma oggi a spiegare: «Io voglio che Gabriele continui la vita che fa oggi alla Lega del Filo d’Oro, piena di stimoli, di relazioni e di dignità», dice. «L’ho visto troppe volte: se ti fermi un attimo, questi ragazzi vanno subito indietro. Invece alla Lega del Filo d’Oro vedo che Gabriele fa progressi continui, piccoli ma costanti. È un po’ come scalare una montagna: non arrivi in cima correndo, ma solo un passo per volta».

Per questo è importante avere una struttura vicina: «i genitori si sobbarcano chilometri », dice Anna Fausta, «ma domani? Se Gabriele è vicino a casa, per i fratelli sarà più facile seguirlo». Anna Fausta ha pianto, quando dopo tanti anni ha salutato con un addio gli operatori di Osimo e le colline marchigiane: «c’è la gioia enorme di un sogno che si realizza, la gratitudine per persone straordinarie, e un po’ di paura per come Gabriele saprà adattarsi alla nuova struttura. Anche se lui ha un piccolo residuo visivo, si orienta molto con la luce e i colori. Ma sono serena, perché la Lega del Filo d’Oro è un mondo, una famiglia, e sono certa che qui Gabriele troverà le stesse cose che ha trovato a Osimo».

«È una certezza che i genitori colgono», spiega Rossano Bartoli, segretario generale della Lega del Filo d’Oro, ricordando che con la sede di Modena la Lega ha superato i 500 dipendenti. «Il personale è entusiasta, è stato preparato da noi, ha fatto un tirocinio a
Osimo… Indubbiamente serve un periodo di adattamento, però abbiamo già aperto altre sedi, è un’esperienza collaudata
». Altri genitori, pure loro pronti al trasferimento, hanno trovato queste bellissime parole per esprimere i loro sentimenti: «si cambia casa, ma la famiglia resta sempre la stessa»

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