Lorenzo e Walter, due vite più forti del destino

Tutte le vite sono un susseguirsi di periodi di buio e luce. In alcune, però, il buio sembra più presente, come se fossero necessarie delle prove di coraggio continue.
Lorenzo e Walter sono due fratelli, Arcangelo e Pasqua Lucera i loro genitori. Vivono a Bitonto, una città in provincia di Bari. Insieme a Gaetano e Pietro, gli altri due figli, formano una famiglia che dalla vita non ha ricevuto sconti.
Lorenzo e Walter sono entrambi disabili e la loro è una storia difficile, tormentata e piena di ostacoli da superare, come solo un racconto di sofferenza può essere.

Uno sguardo nel vuoto

Tutto inizia quando, a 20 anni, Pasqua diventa mamma per la seconda volta. Sono gli anni '70, Pasqua è molto giovane, e quando in gravidanza si ammala di rosolia non si rende conto dei rischi che corre.
Quando Lorenzo nasce, Pasqua si accorge da subito che qualcosa non va: "Mi sembrava guardasse nel vuoto, come se avesse un velo sugli occhi", ricorda oggi, "ma tutti mi dicevano di stare tranquilla, che era solo la mia immaginazione".
A tre mesi, dopo una crisi respiratoria, emerge con drammatica chiarezza la condizione di Lorenzo: il piccolo è cieco, sordo e mostra diversi problemi motori, segno di una cerebrolesione molto grave. Ma mamma Pasqua non si arrende e, con grande caparbietà, intraprende un viaggio alla ricerca di spiegazioni e aiuto, mentre il marito decide di rimanere a casa per prendersi cura di Lorenzo e del fratellino più grande.

Lorenzo e Walter, due vite più forti del destino - Storia Lega del Filo d'Oro

Nuova luce

Come spesso capita, arriva il momento in cui la vita inizia a sentire la necessità di risarcire per tanto dolore, così qualcuno parla a Pasqua della Lega del Filo d'Oro.
"Andai piena di speranza a Osimo", racconta la mamma, "e quando mi dissero che il mio bambino poteva recuperare mi sembrava un sogno". Una bella notizia che però porta la famiglia a prendere una difficile decisione: lasciare Lorenzo a Osimo da solo e cercare di andare a trovarlo il più spesso possibile. Una scelta dolorosa per l'intera famiglia, ma che risulta essere la migliore possibile: Lorenzo trova a Osimo una seconda casa e, attraverso un percoso riabilitaativo personalizzato, impara a muovere i primi passi e a mangiare, rinasce. E con lui anche tutta la sua famiglia.

Il destino bussa ancora

Passano gli anni e la famigli si allarga: nasce Pietro e tutti attendono con impazienza Walter. Questa volta Pasqua si sottopone scrupolosamente a esami e controlli continui. Tuttavia Walter nasce con la stessa cecità del fratello.
Pasqua e Arcangelo, che sanno già cosa fare, si recano subito a Osimo. Qui, nel corso del tempo, il quartogenito manifesta anche tratti autistici e una difficoltà di comunicazione riconducibile a un quadro di cerebropatia congenita.
Per Walter il percorso suggerito dagli operatori è diverso: rimane a casa e frequenta le scuole normali, pur essendo sempre seguito dall'Associazione.
Poi una nuova buona notizia: i preziosi contributi di persone di buon cuore (incluso il 5x1000) permettono l'apertura del Centro della Lega del Filo d'Oro di Molfetta (BA), a pochi passi da casa. Qui entrambi i fratelli vengono accolti e seguiono un percorso riabilitativo su misura. E' un altro miracolo, che dona alla famiglia la giusta speranza per continuare a combattere.

Lorenzo e Walter, due vite più forti del destino - Storia Lega del Filo d'Oro

L'oggi di Lorenzo e Walter

Due famiglie, quella di Pasqua e Arcangelo e quella della Lega del Filo d'Oro, hanno permesso a questi due ragazzi di trovare una propria dimensione e un proprio percorso di crescita.
Oggi Lorenzo e Walter - uno dal carattere forte e le idee chieare, il secondo simpatico e comunicativo - sono due adulti di 39 e 26 anni. Le loro difficoltà non sono scomparse, il lavoro è tanto ogni giorno, tra nuovi gesti da imparare, laboratori, fisioterapia e attività di riabilitazione, ma i genitori e gli operatori sono sempre lì per loro e pronti ad aiutarli.

"Perché la Lega del Filo d'Oro" - dice mamma Pasqua - "è una seconda casa, oltre che un'Associazione che ci ha ridato la forza di vivere quando noi non ce l'avevamo più".