Ecco i primi "sì" che ha conquistato Agostino

16 giugno 2015

Autore: Mamma Samuela

Condividi la Testimonianza

Sì, Agostino è un bambino
«All’ospedale dove era stato ricoverato per 8 mesi, mio figlio era ben assistito, ma trattato da malato», ricorda mamma Samuela.
La Lega del Filo d’Oro ha sin dall’inizio considerato Agostino un bambino, non un malato. L’ha accolto in un ambiente allegro e colorato, con un’équipe che ha visto in lui un piccolo da scoprire, conoscere, far crescere e valorizzare, giorno dopo giorno.

Sì, può camminare
“Quando siamo arrivati alla Lega del Filo d’Oro, Agostino stava solo disteso.”
Grazie al percorso riabilitativo, Agostino ha conquistato la posizione seduta, poi quella eretta e oggi sta imparando a camminare.

Sì, può vedere
«In ospedale avevano ipotizzato che fosse cieco, poiché la malattia diagnosticata può comportare la cecità assoluta.”
Gli operatori della Lega del Filo d’Oro hanno sollecitato
Agostino attraverso stimolazioni sensoriali e visive.
Così hanno scoperto che il bimbo da un occhio vede.

Sì, mamma e papà lo possono coccolare
«Durante gli 8 mesi di degenza in ospedale Agostino associava il contatto fisico al dolore e non voleva essere toccato e accarezzato.”
Alla Lega del Filo d’Oro il bambino ha superato ogni timore e scoperto la gioia delle coccole.

Sì, il fratello può giocare con lui
Tutte le conquiste raggiunte permettono ad Agostino di fare il suo “lavoro” di bambino: giocare con il fratello più grande e con mamma e papà.

Sì, può dire “mamma” e comunicare
Grazie alla LIS, la lingua dei segni, Agostino ha iniziato a esprimere i suoi bisogni e stati d’animo. A 3 anni la prima parola: mamma, detta con un pugno chiuso che batte sul viso, tra la bocca e la guancia. Oltre alla LIS, il bimbo usa la comunicazione pittografica.

Sì, può andare all’asilo
Come tutti i bambini della sua età, Agostino sta andando alla scuola materna: gli specialisti della Lega del Filo d’Oro hanno creato un progetto per lui e lo stanno seguendo, in costante rapporto con famiglia e con le insegnanti.
 

 

Fai in modo che la storia non si fermi

Commenta la Testimonianza