Le mamme della Lega del Filo d’Oro

9 maggio 2013

Autore: Lega del Filo d’Oro

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Testimonianze

Silvana mamma di Francesco, sordocieco di 39 anni, da 12 anni ospite al centro di Osimo: “Era una sera di fine estate, saranno state le 19, eravamo appena partiti per riportare Francesco a Osimo dopo le vacanze», racconta. «In macchina c’era la musica, mio marito guidava e io ero seduta dietro, accanto a Francesco, che a un certo punto ha detto ‘Io sto bene così’. Non aveva mai detto una parola. Quando lo abbiamo raccontato nel gruppo dei familiari delle persone sordocieche è stato uno aiuto in più per tutti, si è accesa una speranza per tutti gli altri, sembrava impossibile e invece... Può cambiarti il mondo, anche dopo 34 anni”.

Valentina, nata prematura nel 1997 ad Ancona,  non riesce a vedere quasi nulla né a parlare, la sua mobilità è fortemente ridotta ed è perciò costretta a muoversi su una carrozzina. Ma mamma Donatella è serena: “Vorrei dire alle altre mamme, non lasciatevi abbattere, è un errore che preclude la via verso le strutture competenti e verso la speranza”.

Addolorata, mamma di Valeria, bambina affetta dalla rara malattia della sindrome di Charge, racconta: “I soggiorni a Osimo hanno fatto bene anche a me – racconta Addolorata – confermando che la pratica a volte fa più della scienza. Con l’insegnamento e il sostegno di tutto lo staff guidato dalla dottoressa Ceccarani, tra cui gli operatori Fabiola, Daniela e Andrea che ringrazio di cuore, ho imparato ad essere forte e a non cedere di fronte alle effettive difficoltà di mia figlia, come quando non aveva ancora il controllo delle funzioni fisiologiche e io per un anno e mezzo ho resistito senza far più ricorso ad ausili, come il sondino. Oppure come quando ci hanno prescritto di camminare tutti i giorni e mi hanno fatto mettere definitivamente da parte il passeggino che per altro non usavamo quasi mai, perché uscivamo di rado. Per me è stata così determinante la guida della ‘Lega’ che ora ce la metto davvero tutta per portare a termine le mansioni che ogni volta mi vengono affidate.”.

Marica, mamma di Mattia, bambino affetto dalla rara sindrome di Charge: “Voglio dire alle altre mamme di credere fermamente nelle capacità di recupero dei loro bambini e soprattutto di non avere fretta. Spesso il desiderio di ottenere risultati immediati conduce in un vicolo cieco, come dico alle persone che contatto su Facebook. Pazienza, tenacia e…fiducia nella Lega del Filo d’Oro”.

Nerina, la mamma di Mario, ricorda quando arrivò a Osimo da Bolzano nell’ottobre 1967, la Lega del Filo d’Oro aveva appena iniziato a  lavorare con i bambini. «Era la preistoria, noi genitori non sapevamo cosa fare né dove chiedere aiuto», ricorda mamma Nerina. Restò poco più di un anno: «Hanno avuto un grande coraggio, ma erano davvero pionieri». Mario tornò nel 1985 e da allora vive in Istituto: «La “Lega” oggi ha un’esperienza unica», spiega la signora Nerina. «Io sono serena perché Mario è in buone mani e di me non ha più bisogno».

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