“Le chiavi dello scrigno”

26 Settembre '13 - Osimo
Data svolgimento: 
26 Settembre '13
Struttura: 

Libro di Sara De Carli - Le chiavi dello scrigno

Nel 1994 Oscar Luigi Scalfaro, Presidente della Repubblica, venne in visita all’Istituto di Osimo. In seguito raccontò commosso della «misteriosa ricchezza di intelligenza e di amore» che aveva visto nei sordociechi, «tesori inestimabili che la natura ha chiuso in scrigni senza chiavi».

Per Sara De Carli, l’autrice del libro, «quella frase esprime perfettamente la sorpresa che prova chiunque incontri per la prima volta una persona sordocieca e la Lega del Filo d’Oro. Una persona che non vede e che non sente sembra irraggiungibile, inaccessibile: come si può penetrare quel suo guscio fatto di buio e di silenzio? Come si può entrare in relazione con lei? È questo che chiedevo ai tanti operatori con cui parlavo. Costruendo un metodo riabilitativo, la Lega del Filo d’Oro è stata capace di trovare le chiavi per aprire quegli scrigni e fare uscire tanti sordociechi e pluriminorati psicosensoriali dal buio, dal silenzio, dall’isolamento. Non ho avuto dubbi, il titolo del libro doveva essere quello».

La sfida non è stata semplice: raccontare un metodo scientifico rendendolo comprensibile a tutti, senza però banalizzarlo. «Ho scelto di far parlare tanti professionisti che attraverso le loro competenze e le loro intuizioni hanno costruito il metodo, anno dopo anno, bambino dopo bambino, passo dopo passo, facendo anche degli errori. Il metodo non è una teoria letta in un libro, ma una storia fatta di persone», spiega Sara. Tre sono i momenti fondamentali di questa storia: la scommessa sul fatto che tutti – anche i disabili più gravi – fossero educabili, passando dalla semplice custodia a un progetto riabilitativo; il fatto che il diritto alla riabilitazione richiede un modello organizzativo che mette al centro la persona e i suoi bisogni; un approccio basato su programmi personalizzati e individualizzati. Su questi tre punti, cinquant’anni fa, la Lega del Filo d’Oro è stata un pioniere, a volte anche incompreso. Ma oggi è diventata un riferimento importante per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.