Le donne della Lega del Filo d'Oro, il coraggio di abbattere le barriere

8 Marzo '17
Data svolgimento: 
8 Marzo '17
FestaDellaDonna_Legadelfilodoro
 
In Italia, secondo i dati emersi dallo Studio sulla sordocecità promosso dalla Lega del Filo d’Oro e realizzato dall’Istat nel 2015, le donne sordocieche sono oltre 122 mila, il 64,8% delle 189 mila persone affette da problematiche relative sia alla vista che all’udito nel nostro Paese. 
 
L’ Associazione è stata caratterizzata, fin dalle sue origini, dall’ “elemento femminile”: nacque infatti dalla caparbia volontà di una coraggiosa donna sordocieca, Sabina Santilli – di cui, tra l’altro, quest’anno ricorre il centenario della nascita – che riuscì per prima a dare voce alle esigenze e ai diritti dei sordociechi, fondando nel 1964 l’Associazione di cui fu lei stessa ad ideare anche il nome. Inoltre l’84% del personale dipendente dell’Associazione è donna, così come la maggior parte dei volontari.
 
Tra le persone seguite dalla Lega del Filo d’Oro, ci sono molte donne coraggiose e tenaci, protagoniste spesso di percorsi riabilitativi lunghi e complessi, ma che mostrano sempre una forza straordinaria, non arrendendosi mai alle gravi disabilità dalle quali sono affette. Donne come Simona, Nadia e Manuela
 
Simona, 48 anni, è un’utente della Lega del Filo d’Oro. “La mia è una disabilità complessa – racconta Simona – e all’inizio l’ho vissuta con grande vergogna poi, con il tempo, ho imparato ad accettarla, riuscendo così anche a superare tutti i miei problemi quotidiani”. Simona, affetta sia dalla sindrome di Usher – una malattia rara congenita che causa una disabilità uditiva e la successiva perdita della vista, oltre che da un’infiammazione mielitica simile alla sclerosi multipla – è entrata in contatto con la “Lega” per sua iniziativa, dopo un periodo di isolamento volontario. “Nel momento più difficile della mia vita, dopo la scomparsa improvvisa di mio padre, ho deciso di prendere in mano la mia situazione per cercare di risolverla, e questo mi ha portato a conoscere la Lega del Filo d’Oro ed a intraprendere un percorso riabilitativo ed umano che mi ha arricchito tantissimo”.
 
Anche Nadia, 60 anni, che oggi vive sola aiutata da una badante, non nasconde le difficoltà che ha incontrato lungo la sua strada. “Essere sordocieca è stato un grande ostacolo per me, spesso anche a causa dell’indifferenza delle altre persone. In passato, per questo motivo, ho attraversato una crisi depressiva, ma poi sono riuscita a superarla. E oggi sorrido alla vita e lotto ogni giorno nonostante i problemi che incontro”.
 
Io credo che in genere noi donne – sottolinea Manuela 42 anniabbiamo una forza enorme e sappiamo trovare sempre le risorse per affrontare i problemi che la vita ci pone davanti. Non nascondo che a volte è difficile accettare la malattia e la frustrazione che ne consegue, ma alla Lega del Filo d’Oro, grazie anche agli altri sordociechi, ho imparato ad non arrendermi mai. Anzi, adesso sento il bisogno di rendermi utile offrendo alle ragazze giovani la mia esperienza: voglio che non si scoraggino quando le difficoltà aumentano a causa dei problemi sensoriali dai quali siamo affette perché, nonostante le disabilità, le possibilità che abbiamo davanti sono tante, anche per noi”.
 
E’ per questo che la Lega del Filo d’Oro ha voluto ricordare - nella giornata a loro dedicata - il diritto delle donne, e in generale, delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, a poter partecipare attivamente alla vita sociale. Un percorso volto all’inclusione delle persone disabili richiede un impegno forte e costante e un approccio riabilitativo personalizzato che la Lega del Filo d’Oro applica e in cui crede fermamente.