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Viaggia con Edoardo verso le possibilità e scopri sempre di più il nostro Mondo di SÌ.

Scopri il video dedicato a te. Buona emozione!

Edoardo è un bambino affettuoso e che ama le coccole. Scopri il luogo dove la sua vita ha iniziato a cambiare e il linguaggio con cui ha superato l’isolamento. In più, c’è una curiosità che lo riguarda.

Il Centro Nazionale, il luogo dove iniziano le possibilità.

Il Centro Nazionale a Osimo ospita molti edifici, tra cui il Centro Diagnostico. Qui i nostri ospiti come Edoardo compiono il primo importantissimo passo per uscire dall’isolamento. Partendo da un’accurata valutazione psicodiagnostica e funzionale, l’équipe interdisciplinare realizza per loro un percorso educativo-riabilitativo personalizzato, per valorizzare il più possibile le capacità residue e le potenzialità. Ogni progetto è unico, com’è unica la persona, e dura tutta la vita. 

Vuoi sapere com'è iniziato il viaggio di Edoardo?

Quando è arrivato al Centro Diagnostico di Osimo per l’intervento precoce, Edoardo non interagiva con i giochi, ma lasciava che le sue manine fossero guidate da quelle della mamma. Al termine delle 3 settimane Edoardo era più partecipe, attivo e curioso: allungava le manine verso le campanelle, stringeva i peluche. Una grande conquista per la sua autonomia.

Per chi non vede e non sente, comunicare è possibile.

Per le persone sordocieche, la comunicazione è quel “filo” fondamentale per uscire dall’isolamento ed entrare in contatto con il mondo. Osservando la persona, l’équipe lavora per rafforzare i suoi residui sensoriali e individuare il metodo di comunicazione più idoneo, che può essere fatto di immagini, oggetti, segni, codici, ecc. per permetterle il più possibile di esprimere le sue necessità e stati d’animo.

Come è successo con Edoardo. Scopri come comunica!

Edoardo non vede, ma grazie all’udito ha imparato ad associare ai suoni delle attività e a riprodurre alcuni vocalizzi per indicare i suoi bisogni: come ad esempio “ahm” per dire “mangiare” o un “ah-ah-ah” per ascoltare le canzoncine.

I nostri educatori sono partiti dal suono, che veniva collegato ad un oggetto preciso come il cucchiaio, oppure ad un’azione che poteva riconoscere, fino a che anche Edoardo ha iniziato a riprodurre quei suoni per comunicare.

Curiosità: sentire la musica attraverso le vibrazioni.

Edoardo non vede ma sente e, grazie alla musica, ha raggiunto piccole ma importanti conquiste. Durante le attività, la sua educatrice e la musicoterapista hanno scoperto l’amore di Edoardo per il brano “Caruso” cantato da Luciano Pavarotti, così lo hanno utilizzato per introdurre nel suo vocabolario alcuni vocalizzi come “eh-eh-eh” che significa “ancora” per riascoltarla di nuovo. E poi, pur di manifestare il suo apprezzamento, Edoardo è riuscito a rimanere seduto da solo con le manine in avanti. 


Ma come fa una persona che non sente ad ascoltare la musica?

La musica è un linguaggio talmente universale che “comunica” attraverso le vibrazioni. La musicoterapia utilizza l’elemento sonoro per la stimolazione della persona sordocieca. Da tanti anni è diventata una presenza costante nelle attività della Lega del Filo d’Oro.

Le stimolazioni sonore arrivano in modo delicato: i bambini si sdraiano sul pianoforte per lasciarsi cullare, mentre il ritmo dei brani li coinvolge e li trascina fuori dal loro mondo.

La musicoterapia non è solo un momento piacevole, ma ha un ruolo importante nell’aiutare i bambini ad uscire dal loro isolamento, ad aprirsi alla relazione con l’altro, oltre che a raggiungere in modo diverso dei piccoli traguardi per la propria autonomia. Stringere una maracas è il primo passo verso tenere un cucchiaio in mano e mangiare da soli, voler suonare il pianoforte può portare a far muovere le manine.

L’emozione di un sì

“La Lega del Filo d’Oro ci ha insegnato a non focalizzarci
su quelle che sono le diversità, ma sulle possibilità:
Edoardo può fare ancora tanto!”

 

Caterina, mamma di Edoardo