Essere sordociechi
Una persona sordocieca può
Viaggiare, studiare, lavorare, fare sport, comunicare. Sembrano imprese impossibili da compiere per chi non vede e non sente. Invece è possibile andare oltre i limiti.
Tutte le cose che avreste voluto chiedere ad una persona sordocieca. Ma non lo avete mai fatto!
Nell’immaginario collettivo la diversità è un ostacolo, un limite, ma le aspirazioni, i desideri e gli interessi delle persone sordocieche sono come quelli di tutti. Marzia, Giovanni, Francesca e Stefano, attraverso un racconto delicato ma sorprendentemente ironico, ci fanno entrare nelle loro vite.
Sfatiamo i miti
Essere nel mondo è il primo obiettivo e per realizzarlo lo straordinario deve diventare ordinario. Come? Ponendo le persone con sordocecità in primo piano
Fare sport
Matilde, utente della Lega del Filo d’Oro, grazie ai supporti messi a disposizione dalla Fondazione, è riuscita a partecipare alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, nella disciplina di judo.
E il suo percorso non si è fermato: nel 2024 è riuscita a partecipare alle Paralimpiadi di Parigi. Resilienza, tenacia e passione l’hanno accompagnata fino a lì.
Viaggiare
Una persona che parte per un viaggio non è mai la stessa persona che torna da quel viaggio. Vale per le persone con sordocecità come per i volontari.
Dal 1964 i Soggiorni Estivi sono una preziosa occasione di socializzazione e scoperta del mondo.
Studiare
Niente scuse, nessun privilegio. Per finire gli studi gli ci sono voluti studio, impegno, dedizione, concentrazione, ma alla fine Francesco ce l’ha fatta.
Francesca ha la sindrome di Usher e in Italia è fra le prime persone con sordocecità ad aver raggiunto il traguardo della laurea.
Comunicare
Ci sono molti sistemi di comunicazione che permettono alle persone con sordocecità di entrare in contatto con il mondo: come la Lingua Italiana dei Segni, LIS, LIS tattile, Comunicazione socio-haptica, Malossi, Comunicazione pittografica, oggettuale e gestuale.
Anche le persone con sordocecità possono usare il computer, sfruttando le potenzialità offerte da applicazioni software quali il “sintetizzatore vocale” o la “barra braille”.
Lavoro
Marzia ha la sindrome di Usher e nella vita è fisioterapista: nel suo lavoro le mani diventano il suo modo di ascoltare e vedere.
Stefano ha creato il suo piccolo orto e, giorno dopo giorno, lo coltiva con dedizione e passione.
Manifesto delle Persone Sordocieche
La Lega del Filo d’Oro da oltre sessant’anni, con i propri volontari e professionisti e l’aiuto dei sostenitori accompagna le Persone Sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale fuori dall’isolamento, nel perseguimento della maggiore autonomia possibile, e supporta le loro famiglie.
Il Manifesto delle Persone Sordocieche si pone come obiettivo quello di richiamare l’attenzione sui Diritti di questa fetta non trascurabile, eppure poco considerata, della popolazione nazionale.
Come comunica chi non vede e non sente?
Dall’istante della nascita, col primo pianto, e per tutta la vita l’essere umano comunica. Dai gesti e dalle parole più semplici fino alle più elevate espressioni artistiche l’uomo ha inventato innumerevoli strumenti per soddisfare il proprio bisogno di comunicare.
Le persone con sordocecità utilizzano diversi sistemi di comunicazione che variano a seconda che vi sia una perdita totale di vista ed udito o dei residui nei canali sensoriali.