“Mano nella mano: il viaggio che mi ha insegnato a esserci davvero”
La storia di Antonio, volontario della Lega del Filo d’Oro, che nei soggiorni estivi ha scoperto il valore delle relazioni autentiche. Un’esperienza fatta di fiducia, piccoli passi e grandi emozioni, in cui il dare si trasforma ogni giorno in qualcosa di profondamente condiviso
Per tutta la mia vita non avevo mai pensato di poter parlare con le mani. Poi, a sessant’anni, ho scelto di iniziare qualcosa di nuovo: entrare nel mondo delle persone con sordocecità. Da tempo ero un affezionato sostenitore della Lega del Filo d’Oro e avevo imparato ad apprezzare tutto ciò che fa per migliorare la qualità della vita di tante persone con disabilità, accompagnandole in un percorso educativo-riabilitativo personalizzato. Diventare volontario, per me, è stata un’evoluzione naturale.
All’inizio pensavo che fare volontariato significasse soprattutto dare. Poi è arrivata Graziella, il primo incontro con una persona sordocieca. Il suo sorriso mi ha fatto capire subito che stavo ricevendo molto di più di quello che offrivo. In quel momento è iniziato un “sogno”: non solo fare del bene, ma essere complice, amico, guida, presenza.
Antonio, volontario
Pensavo di fare del bene agli altri, ma è bastato un sorriso per capire quanto, in realtà, stessi ricevendo molto di più.
Questo sogno ha preso forma soprattutto nei soggiorni estivi della Lega del Filo d’Oro, esperienze intense in cui ogni giorno è fatto di relazioni, fiducia e piccoli grandi traguardi condivisi. Dopo appena due mesi di volontariato, mi è stato chiesto di partecipare a un soggiorno a San Benedetto del Tronto. Ero felice, ma anche un po’ incerto: avrei incontrato persone con pluridisabilità psicosensoriale con cui non avevo ancora esperienza. Ho deciso di dire sì.
È lì che ho conosciuto Salvatore. All’inizio c’era distanza, poi – giorno dopo giorno – è cresciuta la fiducia. Non servivano parole perfette: bastavano la presenza, l’ascolto, i piccoli gesti. Quella settimana è stata per me profondamente umana. L'anno successivo l’ho ritrovato, e nei suoi occhi ho visto una gioia difficile da descrivere, ma impossibile da dimenticare.
E poi ci sono tutti gli altri volti: la risata coinvolgente di Daria, i balli di Luca, i momenti condivisi con i volontari. In questi incontri nascono legami veri, fatti di rispetto e fiducia reciproca. Ogni giorno insieme costruisce qualcosa che resta.
Oggi porto con me un bagaglio di esperienze che continua a crescere, fatto di emozioni, relazioni e consapevolezza. So che la mia vita ha preso una direzione nuova, più piena.
Scegli anche tu di esserci: con il tuo sostegno puoi contribuire a creare nuove opportunità di relazione, comunicazione e autonomia per tante persone e le loro famiglie.
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orario: 9.00-17.00 dal lunedì al venerdì