Il viaggio di Andrea

Andrea è nato nel maggio del 1977 e sembrava dovesse morire poco dopo la nascita, ma l’amore di sua madre lo ha salvato. Subito tanti esami clinici, tanti ricoveri, tanti interventi ma che non avevano fatto altro che accrescere le sue sofferenze.

I problemi in famiglia erano molti; certe manifestazioni comportamentali diventavano sempre più gravi e pericolose e il piccolo, nonostante l’affetto di cui era circondato non riusciva ad inserirsi nell’ambiente scolastico.

 

L'inizio del viaggio

Un giorno la mamma, quando Andrea aveva dieci anni, viene a conoscenza della Lega del Filo d’Oro: perché non provare a rivolgersi a quella struttura, così lontana ma forse l’unica in grado di fornire informazioni adeguate al caso? Mamma Rosa ci pensa, poi decide di telefonare e ad Osimo trova subito qualcuno disposto ad ascoltarla, a risponderle e a darle consigli e così arriva la prima visita al centro Diagnostico.

Al centro di riabilitazione di Osimo in quel momento non ci sono posti disponibili (il centro di Molfetta sarà aperto solo dopo nel 2007) ma non importa, madre e figlio lasciano definitivamente la Puglia e si trasferiscono nelle Marche.

 

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Il piccolo viene iscritto ad una scuola locale e comincia un trattamento solo pomeridiano al centro, ma dopo poco più di un mese sta malissimo e deve subire l’ennesimo intervento. I problemi comportamentali si aggravano e a scuola non lo possono più accettare. Finalmente il Centro di Riabilitazione di Osimo può accoglierlo per un trattamento diurno personalizzato che fin dall’inizio lo aiuta a vivere meno faticosamente le terribili crisi, eliminando poco per volta aggressività e autolesionismo. Pian piano gli viene insegnato a gestire autonomamente la sua persona, a mangiare, a rispettare orari e impegni occupazionali. Per lui vengono studiati appositi ausili sia per aiutarlo a vivere con tranquillità, sia per gratificarlo ogni qual volta ciò che fa è corretto. Gli vengono insegnate diverse attività manuali che gli consentono l’inserimento per qualche ora in ambienti lavorativi dove riesce immediatamente a farsi amare e ben volere.

Nel 2007, con l’apertura del Centro di Molfetta, Andrea viene trasferito e con la sua mamma è potuto tornare nella sua terra di origine, continuando ad essere seguito dalla professionalità e dalla dedizione che contraddistingue gli operatori dell’Associazione. Non ha mai amato l’acqua ma grazie all’attento lavoro di equipe dei fisioterapisti e degli educatori, da quando Andrea ha cominciato l’attività di idroterapia, ha preso confidenza con l’acqua e grazie all’ausilio di un tubo galleggiante, quando va al mare con la mamma è sereno ed ama nuotare.
 

 

Un ragazzo con mille interessi

Oggi Andrea ha 36 anni e continua ad essere seguito dalla Lega del Filo d’Oro con trattamento diurno. Ama leggere, esercitarsi al computer braille e cantare. Grazie al supporto dei volontari, partecipa ogni settimana al laboratorio di cucina ed ama molto stare con i suoi compagni ed operatori del centro di riabilitazione.
La mamma è vice presidente del comitato dei famigliari, organo consultivo permanente dell’Associazione, che ha funzioni propositive e consultive sulle problematiche e i bisogni dei familiari delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e sulla organizzazione dei servizi per la loro integrazione ed assistenza.

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