25
settembre
2026

“Germogli”: sei storie per raccontare sordocecità, autonomia e cura

Nel documentario realizzato da Open insieme alla Lega del Filo d’Oro, sei persone raccontano come hanno affrontato il cambiamento dei propri sensi, costruendo nuovi modi di vivere, comunicare e prendersi cura degli altri. Il corto è stato presentato in anteprima il 18 settembre a Parma, durante il Festival di Open.

Marzia, Angelo, Francesca, Stefano, Amerigo e Mariapaola sono i protagonisti di Germogli – Storie di disabilità, autonomia e amore. Le loro esperienze mostrano che l’autonomia non significa necessariamente fare tutto da soli, ma riconoscere le proprie capacità e sapere quando chiedere aiuto. La cura diventa così una relazione reciproca: chi la riceve può offrirla a sua volta, come compagno, genitore, professionista o persona attiva nella comunità.

Autonomia e inclusione: il ruolo dell’ambiente

Secondo un’indagine AstraRicerche per la Lega del Filo d’Oro, il 72,2% degli italiani ritiene insufficienti i servizi disponibili per la loro piena inclusione. Gli ostacoli sono spesso creati da spazi e servizi progettati senza considerare differenti modi di vedere, sentire, muoversi e comunicare. Per questo servono maggiore accessibilità, interpreti LIS e LIST nella Pubblica Amministrazione e politiche più inclusive nella scuola e nel lavoro.

La Lega del Filo d’Oro interviene con percorsi personalizzati di assistenza, educazione e riabilitazione, valorizzando le potenzialità di ogni persona. Fondata nel 1964, oggi è presente in 13 regioni con il Centro Nazionale di Osimo e i Servizi Territoriali. Come afferma Marzia nel documentario, «se il mondo crea un ambiente adatto a me, io divento abilissima».

L’anteprima a Parma

Germogli, scritto da Chiara Pancari e diretto da Matteo Keffer, è stato presentato il 18 settembre in Piazza Garibaldi a Parma. Sono intervenuti gli autori, il Presidente della Lega del Filo d’Oro Rossano Bartoli e Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche.

Il documentario invita a riflettere sulla reciprocità della cura e sulla necessità di ambienti capaci di riconoscere le possibilità di ciascuno. Le nuove proiezioni saranno annunciate nei prossimi mesi.