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Francesco, un bambino ospite della Lega del Filo d'Oro, gioca con un giocattolo. Un'operatrice lo abbraccia e ride insieme a lui.
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Andrea e Eleonora, due centralinisti della Lega del Filo d'Oro, sono fotografati mentre lavorano. Eleonora ha la cornetta del telefono appoggiata all'orecchio ed è seduta alla scrivania. Andrea sta lavorando al computer. Entrambi guardano verso la fotocamera.
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Edoardo, un bambino ospite della Lega del Filo d'Oro, sorride mentre gioca con una palla fucsia e viene preso in braccio da un'operatrice. Lo sfondo dell'immagine è arancione.
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Paola Rupili, utente adulta del Centro di Osimo, sorride insieme alla fisioterapista che la affianca in una sessione di idroterapia in piscina
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28
aprile
2022

In acqua, oltre il buio e il silenzio

Paola Rupili, utente adulta del Centro di Osimo, sorride insieme alla fisioterapista che la affianca in una sessione di idroterapia in piscina

La sede di Roma organizza attività nella piscina sensoriale con l’obiettivo di promuovere il benessere della persona con pluriminorazione e grave disabilità.

Ci sono posti in cui ci si sente più leggeri, ci si abbandona nelle braccia di chi ci guida e ci si lascia trasportare dalle sensazioni che certi ambienti e circostanze riescono a suscitare.

La piscina sensoriale è uno di questi “luoghi”. Nel Lazio l'attività (il 9 aprile l'appuntamento più recente) si svolge presso l'Associazione La Tartaruga Onlus, grazie alla collaborazione nata con Angela, mamma di Andrea, ragazzo seguito dalla Sede Territoriale di Roma della Lega del Filo d'Oro.

Obiettivo di tale attività è quello di promuovere il benessere della persona con pluriminorazione e grave disabilità. La “cura” in acqua (idroterapia), infatti, è una grande opportunità per facilitare e amplificare il processo di apprendimento, sia motorio che comportamentale.

Grazie all’esperienza maturata negli anni a stretto contatto con chi non vede e non sente, si è riscontrato che le caratteristiche dell’elemento “acqua” offrono alla persona con disabilità la possibilità di apprendere ciò che non riesce a fare in contesti diversi.

L’acqua tiepida della piscina e il muoversi in assenza di peso permettono a chi ha gravi problemi motori e comportamentali di rilassarsi, di superare timori e paure, di prendere coscienza delle funzionalità di ogni singola parte del corpo. Sfruttando il ricordo di sensazioni positive, ciò che viene appreso in piscina può essere facilmente trasferito nelle attività quotidiane di riabilitazione “tradizionali”, ottenendo sorprendenti risultati. L’acqua avvicina e favorisce i contatti ed è esente da ostacoli. Il livello della piscina è tale da consentire la postura in piedi anche ai bambini, cosa che li rassicura ulteriormente.

Ecco quindi che la piscina sensoriale non è solo un momento prezioso per il benessere della persona con sordocecità ma anche il modo per raggiungere piccoli grandi traguardi, importantissimi per il percorso di crescita di chi non vede e non sente.