Aida è seduta alla sinistra della sua educatrice. Le loro mani si incrociano per formare un cuore
Le nostre storie

Aida: crescere insieme, un passo alla volta

Aida e la sua famiglia alla Lega del Filo D’oro non sono mai stati soli. Ogni nuova parola, ogni abbraccio spontaneo, ogni coccola è una conquista che sorprende

Quando Diana ha scoperto che Aida aveva una sindrome rara, la sua vita è cambiata. Ha lasciato il lavoro, scegliendo di dedicare a lei tutto il suo tempo. Diana le racconta tutto ciò che vede: i colori delle auto, le forme dei dolci, i brividi del vento sulla pelle. Aida riconosce sagome e colori solo da un occhio, e questo rende ogni dettaglio ancora più prezioso.

Nei primi anni, comunicare con Aida era quasi impossibile: restava immobile, chiusa nel suo mondo e Diana soffriva nel non riuscire ad entrare. Anche dal punto di vista medico le sfide non erano poche: un’ipoacusia bilaterale che ha richiesto un impianto cocleare, difficoltà del linguaggio e una cataratta congenita. Ogni passo avanti sembrava richiedere un impegno enorme.

Aida è affettuosamente abbracciata da dietro dalla sua mamma, che la tiene per i fianchi
Diana, la mamma

Quando siamo stati chiamati

non abbiamo avuto dubbi…

qui siamo come in famiglia

Poi è arrivata la Lega del Filo d’Oro, prima con la Sede Territoriale di Napoli poi il Centro Nazionale. La famiglia ha deciso di trasferirsi, dalla Campania fino a Osimo: un grande cambiamento, una scelta difficile ma con la consapevolezza che lì Aida avrebbe ricevuto il supporto di cui aveva bisogno. Diana e Enzo, mamma e papà, non sarebbero stati più soli. “Quando siamo stati chiamati, non abbiamo avuto dubbi… qui siamo come in famiglia”, racconta la mamma. Ed è proprio qui che è iniziato un nuovo capitolo.

Grazie ai trattamenti presso il Centro Nazionale e al lavoro quotidiano dell’équipe interdisciplinare composta da educatori, psicologi, medici e terapisti, Aida ha iniziato a fare i suoi primi passi, a sorridere, a esprimersi. Diana ricorda con emozione il giorno in cui ha sentito sua figlia pronunciare per la prima volta la parola mamma.

Aida è seduta davanti ad un tavolo pieno di forme e ciotole colorate, e lei, insieme alla sua educatrice, gioca con esse

Oggi Aida è una ragazzina gioiosa, espansiva, che ha iniziato ad esternare i suoi sentimenti, che sorride tanto. Ama l’acqua, gli animali, e recentemente ha iniziato un percorso di Pet Therapy che le ha permesso di avvicinarsi ai cavalli e toccarli, un’esperienza che l’ha riempita di meraviglia. Ogni nuova parola, ogni abbraccio spontaneo, ogni coccola è una conquista che sorprende.

Aida, dopo un periodo all’interno della Scuola Paritaria del Centro Nazionale – una scuola pensata per chi non vede e non sente - oggi frequenta la scuola pubblica e continua a seguire il programma educativo-riabilitativo della Lega del Filo d’Oro grazie al trattamento domiciliare e ai servizi ambulatoriali. Ogni settimana Margherita, la sua educatrice, ed i terapisti di Osimo proseguono sulla strada tracciata su misura per lei.

Il percorso di Aida è ancora lungo, ma ogni giorno fa passi in avanti verso il raggiungimento della maggiore autonomia possibile. “Mi rendo conto che ogni giorno che passa, Aida migliora un po’ di più, grazie alla Lega del Filo d’Oro e a questa opportunità”, racconta la mamma. Sentirsi parte di una famiglia, non essere soli e avere il supporto costante di chi lavora con passione e competenza, è ciò che cambia davvero la vita alle persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale e alle loro famiglie.

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