Francesco: il ritmo che apre il mondo
Francesco aveva smesso di parlare, ma dentro quel guscio c’era un bambino che voleva superare i propri limiti. Alla Lega del Filo d’Oro abbiamo lavorato insieme alla persona, ed ora è diventato un uomo
Francesco, da piccolissimo, sembrava chiudersi sempre di più. A due anni aveva smesso di parlare e l’impossibilità di comunicare lo agitava al punto da trasformare la frustrazione in comportamenti difficili da gestire. Eppure, dentro quel guscio, c’era un bambino attentissimo: «aveva le antenne dritte», racconta mamma Anna Maria. «Senza vederci, percepiva tutto. Sentiva ciò che succedeva in casa, coglieva le regole nell’aria… e piano piano le faceva sue».
Oggi Francesco è un giovane ragazzo di Ancona, con la sindrome di Norrie, una malattia genetica rara che comporta cecità dalla nascita e importanti difficoltà sensoriali e comunicative. Ma la sua storia non parla di limiti: parla di conquiste. Di progressi che hanno cambiato la vita di tutta la sua famiglia.
L’incontro con la Lega del Filo d’Oro avviene quando Francesco ha solo quattro anni. Seguono diversi Interventi Precoci e trattamenti ambulatoriali. Poi, nel 2009, con l’inizio delle scuole medie, arriva un nuovo passo nel suo percorso: la frequenza al Centro Diurno, presso il Centro Nazionale di Osimo. «A scuola ci siamo sentiti accolti, ma lui aveva bisogno di qualcosa di diverso, più adatto ai suoi tempi e ai suoi modi di comunicare», raccontano Anna Maria e papà Mauro. «Alla “Lega”, questo “di più” lo abbiamo trovato».
Da allora ogni mattina, puntuale alle 8.15, il pulmino della Croce Gialla lo attende sotto casa. Francesco scende da solo le cinque rampe di scale, lo zaino in spalla, pronto per un’altra giornata ricca di attività. La sera rientra verso le 17 e, immancabilmente, il rientro è annunciato dal miagolio del gatto di casa, che sembra sapere esattamente quando sta tornando.
Alla Lega del Filo d’Oro si lavora per aprire con Francesco un canale di comunicazione che funzioni davvero per lui. Utilizza la comunicazione oggettuale: quando desidera qualcosa, si avvicina al comunicatore, stacca l’oggetto corrispondente e lo porta alla mamma o all’operatore. Un gesto semplice che racchiude un mondo: significa esprimere un bisogno, un’emozione, un desiderio. A casa e al Centro Diurno ha un pannello tattile con sei oggetti che rappresentano altrettante attività: bere, fare una passeggiata, giocare a palla, ascoltare musica… «Prima dovevamo indovinare cosa non andasse. Ora possiamo capirlo davvero. E questo ha fatto la differenza», racconta Anna Maria.
Ha anche un comunicatore dedicato agli snack — pane, grissini, patatine, un dolce — perché scegliere, anche nelle piccole cose, non è un dettaglio: è autodeterminazione. E Francesco è un adulto ormai, non un bambino. Le sue scelte contano.
Mauro e Anna Maria, i genitori
Alla “Lega”
questo “di più”
lo abbiamo trovato
Tra tutte le attività, una è il suo momento di puro benessere: la palla. Francesco si sdraia sul letto o sul pavimento e palleggia contro il muro. Ma non è un semplice gioco: è un ritmo. Un suono costante, fatto dal tocco delle mani e dal tonfo della palla. Un modo tutto suo di rilassarsi, concentrarsi, comunicare senza parole.
Con il lavoro sugli aspetti emotivi e sensoriali, le crisi si sono ridotte quasi a zero. In piscina, nella pet therapy insieme al labrador Mia, o nei laboratori come il midollino, Francesco impara gesti nuovi, competenze nuove. «La prima volta che l’ho visto assemblare delle penne non ci credevo», ricorda la mamma con gli occhi che brillano. «Alla Lega insegnano le cose pian piano, finché lui diventa davvero padrone di ciò che fa». E i progressi continuano: «Francesco è diventato un uomo, ma può ancora crescere tanto. Me l’hanno insegnato qui: credere in lui e anche in me stessa».
Nei fine settimana Francesco vive tante esperienze: yoga, cene fuori, la spiaggia. Una rete di volontari e operatori lo accompagna in attività che lo aiutano ad ampliare il suo mondo. «Abbiamo imparato dai genitori dei ragazzi più grandi che i nostri figli non sono eterni bambini: crescono, cambiano, diventano adulti. E quando sarà il momento, la casa di Francesco sarà la Lega del Filo d’Oro, non più la nostra» affermano, con occhi pieni di speranza, mamma Anna Maria e papà Mauro.
In questa frase c’è insieme amore, fiducia e futuro.
È anche la sintesi della sua storia: quella di un ragazzo che, un passo alla volta, ha trovato il suo modo di stare nel mondo. Un modo fatto di ritmo, presenza, relazione — e possibilità.
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