Antonio: un progetto di vita costruito nel tempo
Dall’infanzia all’età adulta, accompagnati passo dopo passo
“È stata fin da subito una doccia fredda. Quando me l’hanno messo in braccio non me lo ricordo. Mi ricordo tante ore di incubatrice”. Antonio nasce nel 1999 con una disabilità sensoriale complessa, a causa di prematurità e sofferenza perinatale. Fin dai suoi primi giorni di vita, mamma Cinzia e la sua famiglia comprendono che il cammino davanti a loro non sarà semplice. La quotidianità è fatta di cure, attenzioni costanti e di un impegno che richiede forza, tenacia e tante energie, ma anche di un legame profondo che cresce giorno dopo giorno.
Nel 2009, al termine della scuola primaria, prende avvio l’intervento della Lega del Filo d’Oro, attraverso il Servizio Territoriale. È un momento delicato: Antonio si affaccia a una nuova fase della vita e la famiglia sente il bisogno di non essere sola. L’obiettivo è duplice: accompagnarlo nel passaggio verso le scuole medie e costruire attorno a lui una rete di supporto sul territorio. La presa in carico coinvolge l’intero nucleo familiare, in particolare mamma Cinzia, che ogni giorno affronta un carico importante, fatto di responsabilità, scelte e preoccupazioni.
In quegli anni emergono anche difficoltà concrete. La casa di Antonio presenta barriere architettoniche significative: un primo piano senza ascensore che rende faticosi gli spostamenti e la gestione della quotidianità. Anche in questa fase, la Lega del Filo d’Oro è accanto alla famiglia, accompagnandola passo dopo passo, fino al momento del cambio di abitazione, per rendere la vita di Antonio più accessibile e sostenibile.
Durante le scuole medie, la Lega del Filo d’Oro diventa un punto di riferimento e di mediazione, lavorando in sinergia con la scuola e con i servizi territoriali. Questo lavoro di rete si consolida negli anni delle scuole superiori, grazie a una collaborazione costante con l’insegnante di sostegno, con l’UMEE e con tutte le figure che condividono il progetto educativo di Antonio.
Grande attenzione viene dedicata anche all’inclusione sociale. Antonio partecipa ad attività extrascolastiche, sostenuto da una rete presente e attenta. Tra le esperienze più significative c’è anche una breve vacanza con la parrocchia: un’occasione preziosa per stare con gli altri, condividere momenti di vita quotidiana e sperimentare nuove relazioni. La mamma di Antonio non ha mai smesso di mettersi in gioco, trovando nella Lega del Filo d’Oro un sostegno fondamentale, capace di alleggerire il carico e di accompagnarla nelle scelte più complesse.
Intorno ai vent’anni, Antonio entra in un Centro Diurno a Pesaro, vicino al suo territorio. L’inserimento avviene con gradualità e attenzione. Antonio frequenta le attività con continuità, mantenendo i suoi punti di riferimento, e contando sul supporto della Lega del Filo d’Oro quando necessario. Anche in questa fase, il filo conduttore resta lo stesso: continuità, stabilità e qualità della vita.
Nel frattempo, la famiglia continua a guardare avanti. Già nel 2005 aveva presentato domanda di inserimento al Centro Residenziale della Lega del Filo d’Oro, presso il Centro Nazionale di Osimo. Un progetto pensato con largo anticipo, con lo sguardo rivolto al futuro di Antonio adulto. Negli anni, una prima proposta di inserimento viene rifiutata: non è ancora il momento giusto.
La possibilità si ripresenta nel marzo 2024, quando si libera un posto al Centro Residenziale. Nel frattempo, le esigenze sanitarie di Antonio sono cambiate e la gestione familiare è diventata più complessa. Ancora una volta, la Lega del Filo d’Oro è accanto alla famiglia, offrendo ascolto, supporto e accompagnamento in una scelta importante, delicata e carica di emozioni.
A settembre 2024, Antonio varca l’ingresso del Centro Residenziale di Osimo. L’inserimento avviene nel pieno rispetto dei suoi tempi e di quelli della sua famiglia. Nei primi giorni, alla mamma viene data la possibilità di restare accanto a lui tutto il tempo necessario: conoscere le persone che lo affiancheranno, gli ambienti, le attività, e vedere con i propri occhi quanto Antonio sia sereno in questo nuovo contesto.
Giovanni, il papà
Mi è piaciuto tanto vedere
che Antonio è andato avanti
senza di me
Per non spezzare le sue abitudini, le attività che Antonio svolgeva prima dell’ingresso vengono mantenute. Nei fine settimana torna a casa, dove trascorre il tempo con la sua famiglia, continuando a coltivare legami affettivi e punti di riferimento importanti.
Quella di Antonio è una storia fatta di tempo, preparazione e scelte condivise. Un percorso costruito negli anni grazie a un lavoro di rete costante e a un accompagnamento attento, che ha permesso di arrivare a questo passaggio con maggiore serenità.
Papà Giovanni, ripensando ai primi giorni di vita di Antonio dice: “È stata angoscia, perché non sapevamo dove potevamo andare”. Oggi, con un sorriso pieno di emozione e speranza mamma Cinzia alla domanda “chi ci sarà quando tu non ci sarai più” risponde: “La Lega del Filo d’Oro, perché so che è la sua strada. Mi è piaciuto tanto vedere che Antonio è andato avanti senza di me”.
Oggi mamma Cinzia e papà Giovanni sanno che Antonio sta bene, che ama la sua nuova casa, che svolge molte attività che gli piacciono e che è seguito con competenza e passione. Sanno anche di poterlo andare a trovare ogni volta che lo desiderano, con la tranquillità di affidarlo a una realtà che rispetta la sua storia e si prende cura del suo futuro, lavorando ogni giorno per garantirgli la maggiore autonomia possibile e una buona qualità della vita.
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