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Francesco, un bambino ospite della Lega del Filo d'Oro, gioca con un giocattolo. Un'operatrice lo abbraccia e ride insieme a lui.
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Sosteniamo le persone sordocieche e con disabilità sensoriale e le loro famiglie.
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Dove aiutiamo
Il nostro Centro Nazionale è a Osimo, ma ci sono altre nove sedi in Italia.
Alberto, un utente della Lega del Filo d'Oro, e un'operatrice ridono di gusto insieme.
Come aiutiamo
Assistiamo, educhiamo, riabilitiamo chi non vede e non sente valorizzandone al massimo le potenzialità.
Andrea e Eleonora, due centralinisti della Lega del Filo d'Oro, sono fotografati mentre lavorano. Eleonora ha la cornetta del telefono appoggiata all'orecchio ed è seduta alla scrivania. Andrea sta lavorando al computer. Entrambi guardano verso la fotocamera.
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Primo piano di Leonardo, bambino con sindrome di Charge, protagonista dello spot per la campagna della donazioni regolari
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Edoardo, un bambino ospite della Lega del Filo d'Oro, sorride mentre gioca con una palla fucsia e viene preso in braccio da un'operatrice. Lo sfondo dell'immagine è arancione.
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Una vista aerea del Centro Nazionale della Lega del Filo d'Oro di Osimo, una nuova grande casa per le persone sordocieche
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Paola Rupili, utente adulta del Centro di Osimo, sorride insieme alla fisioterapista che la affianca in una sessione di idroterapia in piscina
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Francesco lavora il midollino nel laboratorio di riabilitazione per costruire dei cestini
Essere sordociechi
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Le nostre storie

Cristina è Operatore Territoriale del Centro di Lesmo

Il suo sorriso e la sua empatia sono un aiuto prezioso per gli utenti e per le loro famiglie.

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Se Cristina Alippi fosse una parola, sarebbe empatia: perché è questo sentimento che serve se si vuole davvero oltrepassare le barriere del buio e del silenzio e lavorare con chi è sordocieco o pluriminorato psicosensoriale. Un sentimento che lei incarna in pieno e che le permette di andare davvero oltre nella percezione di chi ha davanti.

Da molti anni Cristina è Operatore Territoriale presso il Centro della Lega del Filo d’Oro di Lesmo: sorridente e allegra, adora il suo lavoro, anche se non avrebbe mai pensato che sarebbe stata questa la sua strada, nonostante un diploma di assistente sociale in tasca. Poi, come a volte capita, si è fatta convincere a partecipare come volontaria da un’amica che lavorava per la “Lega” ed è rimasta colpita dalla figura di Rossano Bartoli, un esempio per lei illuminante. Quando fa l’esperienza del soggiorno estivo la sua vita cambia: da lì la scelta di entrare nella famiglia della Lega del Filo d’Oro è ormai naturale.

Il suo modo di fare e la sua preparazione la portano nel tempo ad avere sempre maggior fiducia nelle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali con cui lavora e a sperimentare il progetto “Tutor”, unico nel suo genere. In pratica un utente della “Lega” ne affianca un altro, che è appena arrivato e lo guida verso un percorso di accettazione di sé e alla scoperta delle proprie capacità.

Questo metodo è chiamato dell’ "auto-mutuo aiuto" ed è evidente che porta a galla potenzialità che nemmeno si immaginavano: anche far sentire, magari per la prima volta, un utente punto di riferimento di un’altra persona. Un piccolo grande passo sulla strada dell’autonomia e dell’autodeterminazione che si percorre ogni giorno all’interno della Lega del Filo d’Oro.

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Attraverso donazioni ricorrenti, riusciamo a garantire servizi, assistenza e aiuti a un numero sempre maggiore di bambini sordociechi e pluriminorati e ai loro genitori nei nostri centri d'assistenza italiani.

L’empatia è fondamentale, in questo mondo: ma allo stesso tempo è difficile far sentire all’altro quanto sei partecipe di cosa ti viene detto, dei momenti di difficoltà o di gioia, se non puoi mostrare le espressioni del viso. È una sfida e una prova che operatori e volontari si trovano ad affrontare ogni giorno all’interno della “Lega”.

Ma è una sfida che ti cambia anche sul lato personale: si esce da qui con nuovi modi di pensare e di concepire la vita, si ridimensionano tante cose e quelle importanti vengono messe al centro. E non è detto che siano cose straordinarie. A volte anche osservare un ragazzo che scelga in autonomia cosa mangiare oppure ricevere un sorriso, può cambiarti la giornata.

Anche tu puoi supportare il lavoro di Cristina e quello degli utenti della “Lega”: donare significa permettere ogni giorno nuovi passi in avanti!

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