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Francesco, un bambino ospite della Lega del Filo d'Oro, gioca con un giocattolo. Un'operatrice lo abbraccia e ride insieme a lui.
Chi aiutiamo
Sosteniamo le persone sordocieche e con disabilità sensoriale e le loro famiglie.
Legadelfilodoro Nuovo Centro Nazionale Interni
Dove aiutiamo
Il nostro Centro Nazionale è a Osimo, ma ci sono altre nove sedi in Italia.
Alberto, un utente della Lega del Filo d'Oro, e un'operatrice ridono di gusto insieme.
Come aiutiamo
Assistiamo, educhiamo, riabilitiamo chi non vede e non sente valorizzandone al massimo le potenzialità.
Andrea e Eleonora, due centralinisti della Lega del Filo d'Oro, sono fotografati mentre lavorano. Eleonora ha la cornetta del telefono appoggiata all'orecchio ed è seduta alla scrivania. Andrea sta lavorando al computer. Entrambi guardano verso la fotocamera.
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Primo piano di Leonardo, bambino con sindrome di Charge, protagonista dello spot per la campagna della donazioni regolari
Donazioni Regolari
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Edoardo, un bambino ospite della Lega del Filo d'Oro, sorride mentre gioca con una palla fucsia e viene preso in braccio da un'operatrice. Lo sfondo dell'immagine è arancione.
Come sostenerci
I modi per sostenerci sono tanti: ogni tua azione è preziosa e ci permette di fare la differenza.
Una vista aerea del Centro Nazionale della Lega del Filo d'Oro di Osimo, una nuova grande casa per le persone sordocieche
Progetti in cantiere
Abbiamo tanto da fare per dare un aiuto concreto a chi non vede e non sente.
Paola Rupili, utente adulta del Centro di Osimo, sorride insieme alla fisioterapista che la affianca in una sessione di idroterapia in piscina
Le nostre storie
Nessuno resta indietro, tutti hanno una storia di rinascita da raccontare.
Francesco lavora il midollino nel laboratorio di riabilitazione per costruire dei cestini
Essere sordociechi
Con gli strumenti giusti puoi diventare protagonista della tua vita.
30
marzo
2020

Lega del Filo d’Oro: l’impatto del Coronavirus

Biagio Luigi in posa con il cartello "andrà tutto bene" durante la pandemia di Coronavirus di marzo 2020

Il Coronavirus ha cambiato la vita di ognuno di noi.

Forse vi starete chiedendo come l’ha cambiata per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, per le famiglie, gli operatori, il personale medico e per tutti coloro che ruotano attorno alla Lega del Filo d’Oro.

Temporaneamente chiusi, per rispondere alle direttive del Governo, i trattamenti a termine, i servizi territoriali e i centri diurni. Rimangono aperti solo i Centri Residenziali di Osimo, Lesmo, Modena, Molfetta e Termini Imerese.

Le attività delle Sedi e dei Servizi Territoriali sono sospese, ma il personale può essere contattato e/o può contattare le famiglie per capire se hanno bisogno di qualcosa e per attivarsi con la rete di servizi locale per ricercare una risposta ai bisogni.

I Centri Diurni sono a disposizione per dare supporto a distanza, suggerire attività occupazionali e di svago, dare indicazioni sugli ausili e sulla strumentazione adattata, per fornire supporto psicologico alle famiglie.

Chi risiede nei Centri della Lega del Filo d’Oro, partendo già da una situazione in cui buio e silenzio sono una costante, si trova ad affrontare difficoltà aggiuntive: limitare il contatto (perché veicolo di eventuale contagio), abituarsi ad una routine diversa che prevede la privazione di attività esterne al Centro, idroterapia, momenti conviviali allargati, attività di laboratorio in gruppo e persino di visite da parte delle famiglie.
Inoltre, è stata inserita - nel calendario/orologio tattile o pittografico – più frequentemente l’attività del lavaggio delle mani e sono state messe in pratica attività di desensibilizzazione per far indossare i dispositivi di protezione agli ospiti. Anche mettere una mascherina, per le persone sordocieche e con disabilità plurime, non è una banalità ma un traguardo raggiunto grazie al lavoro dei professionisti della “Lega” che continuano a stare al loro fianco.

Per tutti gli ospiti la Lega del Filo d’Oro sta predisponendo un documento utile in caso di ricovero in struttura ospedaliera contenente la descrizione della persona, il sistema di comunicazione utilizzato, l’approccio emotivo, le preferenze e la presenza di comportamenti disadattivi. Nel caso in cui l’ospedale richiedesse supporto del personale della “Lega” per l’assistenza all’utente, questo verrà fornito dall’Associazione.