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Francesco, un bambino ospite della Lega del Filo d'Oro, gioca con un giocattolo. Un'operatrice lo abbraccia e ride insieme a lui.
Chi aiutiamo
Sosteniamo le persone sordocieche e con disabilità sensoriale e le loro famiglie.
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Dove aiutiamo
Il nostro Centro Nazionale è a Osimo, ma ci sono altre nove sedi in Italia.
Alberto, un utente della Lega del Filo d'Oro, e un'operatrice ridono di gusto insieme.
Come aiutiamo
Assistiamo, educhiamo, riabilitiamo chi non vede e non sente valorizzandone al massimo le potenzialità.
Andrea e Eleonora, due centralinisti della Lega del Filo d'Oro, sono fotografati mentre lavorano. Eleonora ha la cornetta del telefono appoggiata all'orecchio ed è seduta alla scrivania. Andrea sta lavorando al computer. Entrambi guardano verso la fotocamera.
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A chi va il tuo sostegno
Con il tuo aiuto migliorerai la vita di tante persone sordocieche e delle loro famiglie.
Edoardo, un bambino ospite della Lega del Filo d'Oro, sorride mentre gioca con una palla fucsia e viene preso in braccio da un'operatrice. Lo sfondo dell'immagine è arancione.
Come sostenerci
I modi per sostenerci sono tanti: ogni tua azione è preziosa e ci permette di fare la differenza.
Una vista aerea del Centro Nazionale della Lega del Filo d'Oro di Osimo, una nuova grande casa per le persone sordocieche
Progetti in cantiere
Abbiamo tanto da fare per dare un aiuto concreto a chi non vede e non sente.
Paola Idroterapia Operatrice Legadelfilodoro
Le nostre storie
Nessuno resta indietro, tutti hanno una storia di rinascita da raccontare.
Francesco lavora il midollino nel laboratorio di riabilitazione per costruire dei cestini
Essere sordociechi
Con gli strumenti giusti puoi diventare protagonista della tua vita.
29
giugno
2021

Lesmo: 15 mesi per un abbraccio e tanta commozione

Lesmo Abbraccio 15 Mesi 2

Alcuni utenti di Lesmo hanno riabbracciato le proprie famiglie dopo 15 mesi, per via dell'isolamento causato dal Covid

Immaginate l’abbraccio tra genitore e figlio.
Ora immaginate quanto possa esser stato logorante aspettare 15 mesi prima di potersi riabbracciare. La paura del contagio, il rispetto delle disposizioni, tanta nostalgia e preoccupazione. Ma quando finalmente riesci a stringerti in un abbraccio infinito, passa tutto in secondo piano. Il Covid ha messo ognuno di noi a dura prova, ma chi non vede e non sente ha dovuto vivere momenti davvero sfidanti. Fiduciosi per un futuro in cui il Coronavirus fa un po’ meno paura, ci godiamo la magia dell’abbraccio ritrovato tra le persone sordocieche e i propri cari.