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22
settembre
2021

Matilde, l'unica persona sordocieca alle Paralimpiadi di Tokyo: un'impresa straordinaria

Allenamenti+a+Tokyo+4

Una donna dalla forza inarrestabile che grazie anche al sostegno della Lega del Filo d’Oro non ha mai smesso di credere in se stessa, valicando i limiti della sordocecità

Per Matilde Lauria, judoka sordocieca seguita dalla Sede Territoriale di Napoli della Lega del Filo d’Oro, la qualificazione alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 è già la vittoria più importante. Un sogno che si materializza dopo tanti anni di combattimento, non solo sul tatami, ma soprattutto nella vita quotidiana. 

Ipovedente dall’età di tre anni a causa di una miopia maligna che nel tempo è peggiorata così tanto da lasciarle intorno solo il buio, Matilde ha perso anche l’udito: la sfida più difficile. 

“Dopo tutta la fatica per imparare a vivere nel buio ho iniziato a perdere anche l’udito. Alla cecità mi sono rassegnata, ma alla sordità proprio no”, ha raccontato commossa. “Le ombre che si muovono nel buio rischiano di diventare minacciose se non posso sentire il rumore dei passi ed è questo l’ostacolo più grande che affronto nelle gare e nella vita.
Per questo ho imparato, grazie al supporto della Lega del Filo d’Oro, la LIS tattile, la dattilologia e il sistema Malossi e con l’aiuto di un volontario sto perfezionando l’uso del Braille per comunicare con i miei figli e con il mondo che mi circonda”. 

Matilde ha iniziato a praticare judo circa 20 anni fa grazie a suo figlio Marco e al suo maestro, ma sin da bambina il padre le ha trasmesso l’amore per lo sport, spronandola a credere con determinazione in se stessa e nelle sue potenzialità. “Le mie vittorie, le mie medaglie e i miei allievi sono la rivincita di una vita faticosa, la vita di una donna che non si è mai arresa. Il judo mi ha dato tanto, il contatto diretto con l’avversario, l’equilibrio, il portamento, ma quello che amo di più di questa disciplina è che mi ha permesso di ottenere una rivincita nei confronti della società: perché è il pregiudizio degli altri a renderci disabili, non lo siamo noi.

Matilde Lauria ha fatto la storia, perché non ha soltanto combattuto contro le proprie avversarie nella più importante competizione sportiva esistente, ma si è messa in gioco affrontando con rara determinazione ed incredibile coraggio la sfida contro il buio e il silenzio imposta dalla sordocecità. 
È un esempio per tutte le persone che non vedono e non sentono e la sua eccezionale impresa alle paralimpiadi di Tokyo 2020 ci rende orgogliosi di averla nella nostra famiglia! 

Lunedì 20 settembre la sede di Napoli, con il prezioso supporto dell'Associazione Dalila Concilio, ha organizzato una bellissima festa per celebrare questo traguardo al Circolo Sporting Poseidon di Ercolano alla presenza, oltre che di utenti, famiglie e numerosi volontari del territorio, del Sindaco, del Presidente del Circolo, del Presidente del Panathlon, del Presidente della Società Sportiva NOI.VED NAPOLI, del referente provinciale dell’UICI e, ovviamente del Presidente della Lega del Filo d’Oro e del Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche. 

Ecco l’omaggio proprio del Presidente del Comitato, Francesco Mercurio, per questa donna straordinaria:

Matilde Lauria ci ha aperto una strada, ha tracciato un sentiero, ha tolto gli alibi alla società e a noi stessi. Grazie Matilde, di cuore. Se vorrai, saremo ancora qui, a sostenerti, ai prossimi giochi di Parigi, dove magari non sarai più l’unica a rappresentare il nostro Paese, e la nostra disabilità; la disabilità che neppure nelle paralimpiadi trova piena rappresentanza, la disabilità invisibile: la sordocecità.

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